Carissimi fratelli e amici,                                   

          ho partecipato lo scorso agosto all’Assemblea della Conferenza Mondiale degli Istituti Secolari, che ha rinnovato il Consiglio esecutivo per il prossimo quadriennio. Erano presenti i Responsabili maggiori di un centinaio di Istituti Secolari di tutto il mondo, poco più della metà di quelli esistenti.

          È stata un’esperienza molto interessante perché mi ha consentito di conoscere le molteplici forme in cui si esprime il carisma della secolarità.Ma ho avuto ancora una volta la conferma di quanto sia poco chiaro il concetto di secolarità, di quanto esso venga semplicisticamente ridotto a sinonimo di laicità e, di conseguenza, di quanto sia carente la riflessione sulla secolarità presbiterale.

          Anche il Magistero pontificio sembra ignorarci quasi del tutto; basta leggere la Lettera inviata dal Papa il 2 febbraio scorso alla presidente della CMIS in occasione del 75° anniversario della Provida Mater Ecclesia, ma anche il discorso fatto nell’Udienza all’Assemblea della CMIS del 25 agosto scorso.

Senza un’adeguata riflessione sulla secolarità dei presbiteri, al carisma della secolarità manca qualcosa. Proviamo a immaginare quale impoverimento sarebbe per la vita religiosa se venisse declinata solo per come è vissuta dai laici ignorando del tutto il modo proprio incarnato dai presbiteri. Per la secolarità l’impoverimento sarebbe ancora più marcato e più grave in quanto toccherebbe la relazione Chiesa-mondo così come si concretizza nelle Chiese Particolari o Diocesi.

Penso che spetti a noi promuovere un chiarimento e una maggiore comprensione di quanto ora appare non ancora pienamente riconosciuto. Per il vero l’allora Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica con la Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sugli Istituti Secolari Consacrazione e Secolarità del 2017 ebbe a dire una parola chiara a riguardo, che però sembra caduta nel vuoto. Noi stessi in passato abbiamo promosso dei convegni che servissero a rendere più matura e completa anche sul piano teologico l’idea dellasecolarità e ne abbiamo pubblicato gli Atti, ma pare che neanche questo sia bastato. Occorre una nuova iniziativa che coinvolga non solo il Dicastero Romano, ma anche la CMIS.

Nel frattempo, convinti come siamo che la testimonianza della vita risulta assai più chiarificante che le parole e le teorie, noi dobbiamo sentirci impegnati a vivere al meglio e a rendere coraggiosamente visibile cosa vuol dire per un presbitero vivere la consacrazione secolare. È un impegno che fa parte della nostra vocazione, ma è anche un servizio che noi dobbiamo rendere al carisma in quanto tale e alla Chiesa tutta intera, che di questo carisma attende di potersi pienamente avvantaggiare.

Tutto ciò ci domanda di assumere in pieno tutto quanto prescrivono le Costituzioni, senza concederci sconti di alcun genere: sarebbe bello se, come è accaduto alle origini quando ai seguaci di Gesù fu dato per la prima volta il nome di cristiani, anche fossimo riconosciuti come Missionari della Regalità non per i distintivi, che peraltro non portiamo, ma per la testimonianza luminosa di vita che sapremo offrire nei nostri presbitèri.

L’ardore di san Francesco ci sia di esempio e la sua intercessione di aiuto.A tutti il Signore doni in abbondanza la sua pace.

 

don Giuliano


Świeckość do promowania


Eine Säkularität zum Fördern


UNE SÉCULARITÉÀ PROMOUVOIR