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LETTERA DEL PRESIDENTE - novembre 2016

“DALL’EGOISMO ALLA CIVILTA’ DELL’AMORE”

Carissimi fratelli ed amici,

ho avuto l’avventura di imbattermi nella prefazione che l’allora card. Ratzinger fece ad un libro di Michel Schooyans dal titolo Nuovo disordine mondiale. La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell'umanità.

Ho trovato molto illuminante l’analisi che l’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede fa circa il pensiero imperante nel mondo attuale: riprendendo evidentemente i contenuti del libro Ratzinger evidenzia come all’utopia del sogno marxista si sia sostituita oggi una visione più realistica dell’uomo, che però anziché ispirarsi alla “filosofia dell’amore” è interamente impregnata dalla “filosofia dell’egoismo”, che costituisce una grave minaccia per la dignità e la realizzazione dell’uomo.

Gli avvenimenti che sono sotto i nostri occhi, i dibattiti che si svolgono nei luoghi del potere politico, le posizioni che assumono coloro che hanno in mano il destino dei popoli ci confermano dolorosamente quanto sia vera l’analisi del card. Ratzinger. La politica ha smarrito il suo significato di ricerca e servizio al bene comune ad iniziare dai più poveri, per piegarsi agli egoismi dei pochi, che hanno fatto l’abitudine al benessere e non trovano altro modo per salvaguardare la loro posizione di presunta felicità se non alimentando quella che papa Francesco chiama “la logica dell’esclusione e dello scarto”.

Siamo di fronte ad una cultura che è radicalmente opposta a quella del Vangelo e che è così ampiamente diffusa e sottilmente insinuata nel pensiero e nell’agire comune, che anche noi dobbiamo stare in guardia da non lasciarci insensibilmente ammaliare e catturare.

Il fenomeno non mi sembra trascurabile e probabilmente è alla radice dello strano modo di essere cristiani che noi osserviamo in questo nostro tempo: un cristianesimo, spesso superficiale e formale, che ognuno si ritaglia secondo i propri gusti e i propri intendimenti, senza che vi sia un effettivo desiderio, accompagnato da impegno, di una conversione permanente mirata ad una sempre più piena conformazione a Cristo.

Non penso che questa possa essere liquidata come una visione pessimistica della realtà: la nostra carica di ottimismo evangelico nasce dalla consapevolezza che Dio si è incarnato e vive ed agisce dentro questa storia confusa e disorientata, già vinta e illuminata dal Risorto; ma non possiamo tralasciare di accorgerci di come il paganesimo sappia assumere le forme più impensate, anche quelle stesse della religione. La cartina al tornasole di una fede autentica credo la si possa riconoscere nella tensione a farsi servi di Cristo negli altri, piuttosto che a servirsi e di Cristo e degli altri. Può essere questo per noi un terreno di verifica personale.

Tuttavia, di fronte a questa realtà non possiamo non chiederci quale contributo possiamo noi dare perché in un mondo segnato dall’egoismo, non solo pratico ma anche teorico, possa sostituirsi la “civiltà dell’amore”.

Sicuramente la prima risposta è sul piano della personale testimonianza di vita: siamo chiamati ad essere, come gli antichi profeti, segno vivente e riconoscibile della cultura dell’amore. E questo richiama in gioco quel valore di fondo della nostra spiritualità e della nostra vocazione, che è la radicalità. Senza di essa è impossibile che vi sia testimonianza autentica e convincente.

Il papa poi, straordinario e appassionato interprete dei segni dei tempi, ci va mostrando strade concrete e percorribili perché il Vangelo diventi cuore del mondo. Come può un cuore veramente sacerdotale non sentire o resistere al contagio di tanta passione?

Come potremo realizzare la nostra missionarietà se non percorrendo, come ha fatto Dio, la via dell’uomo per la sua piena umanizzazione?

La civiltà dell’amore non è un teorema, ma nasce e cresce in virtù dello stile di vita incarnato da chi su di essa scommette sognando il futuro di questo mondo e di questa umanità.

Auguro a tutti di sperimentare l’inquietudine di chi nella notte anela all’alba di un giorno nuovo, i cui riflessi non possono rimanere nascosti alla sentinella che scruta l’orizzonte con gli occhi della fede.

Fraternamente
 
Giuliano

 

Vom Egoismus zur Kultur der Liebe

Od egoizmu do cywilizacji miłości

 
Seminario di studio 2016

Apostoli ed educatori per la missione:
in ascolto delle speranze del mondo


Data: 13 gennaio 2016

Luogo: Villa Campitelli, Via Sulpicio Galba, 4 – 00044 FRASCATI (Tel. 06.9426434)

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Relazione del prof. Franco Miano

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Dibattito

 
La profezia della consacrazione secolare alla luce del magistero di Papa Francesco
Il cammino compiuto dagli Istituti Secolari, dalla “Provida Mater Ecclesia” a oggi, sia a livello di riflessione teologica e magisteriale che a livello di esperienza di vita, ci permette di affrontare l’argomento di questo Convegno tenendo sullo sfondo alcuni dati acquisiti: la piena consacrazione, la sua dimensione secolare, lo spirito missionario inteso prevalentemente come lettura dei segni dei tempi e animazione cristiana della realtà terrena, lo stile del dialogo.
 
 
Institut Séculier des Prêtres Missionnaires de la Royauté du Christ

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